

Presidente Usa (1980 - 1989),
nato a Tampico (California)
il
6 febbraio 1911
Ronald
Reagan nasce in un paesino della
California, Tampico, nelle vicinanze di
Dixon. Di origini piuttosto umili,
il padre Jack è un alcolizzato fallito mentre la madre, Nelle, è una donna
molto religiosa e caritatevole. Da ragazzo lavora come guardiaspiaggia
a Rock River. Una curiosità:
in sette anni salva dall'annegamento 77 persone. Si laurea nel 1932
all'Eureka College, l'università conservatrice protestante. La sua prima
attività si svolge sotto la luce dei riflettori. Infatti, lavora dapprima
come annunciatore e commentatore sportivo alla radio e poi intraprende la
carriera di attore. Sono circa cinquanta i film dove compare, ma è costretto
ad interrompere l'attività per lo scoppio della Seconda guerra mondiale.
Prima di partire con i gradi di capitano, nel 1940 si sposa con Jane Wyman. Terminato il conflitto
torna ad Hollywood, ma impegna il suo tempo anche
nell'attività politica come presidente del sindacato degli attori, carica
che ricopre a lungo.
Intanto
il suo matrimonio naufraga e nel 1949 divorzia.
La
svolta verso il conservatorismo arriva negli Anni '50, dopo un inizio da
democratico, quando si iscrive al Partito repubblicano.
Il passaggio avviene perché Reagan si sente deluso
dalla burocrazia governativa e preoccupato da quella che lui
chiamava "l'influenza comunista nel mondo del cinema". L'incontro
con la giovane attrice conservatrice Nancy Davis (che sposerà nel '52) accentua il suo conservatorismo.
Nel
1966 si candida a governatore della California
e, a sorpresa, vince contro il governatore uscente. Da lì tenta la scalata
alla presidenza (nel 1968 e nel 1976), fino a quando, nel 1980, viene
candidato alla presidenza degli Stati Uniti dal Partito repubblicano. Le
urne lo decretano vincitore. Sconfigge il presidente uscente Jimmy
Carter. Reagan diventa, così, il quarantesimo
presidente americano, riconfermato poi nel 1984 con un'ampia maggioranza.
Resta in carica fino al 20 gennaio 1989.
Il
30 marzo 1981 John Hinckley,
uno psicopatico, tenta di assassinarlo perché convinto di attirare così
l'attenzione della sua amata, l'attrice Oscar Jodie
Foster.
Lo
scandalo conosciuto come Iran-Contra (1985) coinvolge
l'amministrazione Reagan colpevole di aver venduto
armi agli iraniani, in cambio della liberazione di ostaggi,
contravvenendo ai trattati internazionali. Questo è il periodo più buio
della sua presidenza.
Nel
1994, poco prima delle elezioni di medio termine, l'ex presidente annuncia
alla nazione di essere malato di alzheimer.
Oggi la sua malattia si trova ad uno stadio molto avanzato.
La
sua presidenza verrà ricordata, molto probabilmente,
per la sua impostazione ultraliberista sul piano economico - che portò ad
una cifra record di occupati, alla riduzione del deficit e al boom economico
- e per l'intensa attività di politica estera, in pieno periodo di Guerra
Fredda.
Infatti,
la politica economica che persegue negli anni 1981-1982
(Reaganomics) è caratterizzata dalla decisione
di diminuire le imposte. La convinzione di partenza è che il settore pubblico
sia troppo ampio e che la spesa pubblica possa essere ridotta limitando
le entrate fiscali.
In
campo diplomatico la sua popolarità dipende molto dall'apertura verso l'Urss di Mikhail Gorbacev e dai colloqui con lui allacciati. Nel 1981 c'è il
primo incontro, quello che segna l'inizio della distensione nella politica
delle due superpotenze, fondamentale per gli accordi che segnarono l'avvio
dello smantellamento dell'arsenale missilistico. Sempre ferra rimane, comunque, la sua opposizione al comunismo, realizzata anche
sostenendo, in tutto il mondo, i ribelli antiregime.
Reagan
crede fermamente che gli Stati Uniti debbano sviluppare fino in fondo una
politica degli armamenti, anche attraverso il nucleare. Da un lato un passo
necessario per evitare all'origine qualsiasi conflitto, dall'altro un segnale
di avvertimento. Annuncia, infatti, un piano di difesa ipermoderno che comprende il famoso "scudo stellare".
E'
anche il presidente Usa che riallaccia rapporti politici e diplomatici con
lo Stato della Chiesa.
Di
lui, Piero Caruffi, autore del saggio Il terzo
secolo, edito da Feltrinelli, ha detto che: "Il
controllo di alcool, prostituzione e gioco d'azzardo
non è mai stato facile. E in due casi su tre gli
Stati Uniti (e gran parte del mondo) ci hanno rinunciato, preferendo cercare
di farci soldi. La guerra contro la droga indetta dal presidente Ronal
Reagan è emblematica".
Sulla
corsa agli armamenti, però, già i suoi avversari politici avevano detto
tanto. Ad esempio, Walter Mondale lo aveva accusato
di "continuare a fare politica su di un problema che grava sul Paese
e sul mondo invece di affrontarlo", aggiungendo che "il problema
vero è che la politica reaganiana ha contribuito
ad una corsa agli armamenti sempre più pericolosa". Soddisfattissimo,
invece, il giornale Washington Post che, di uno dei suoi discorsi
sull'Unione Sovietica e sulla Guerra Fredda, ha scritto: "Il discorso
di Reagan è stato indiscutibilmente duro, senza nessuna delle equivocità e delle genuflessioni agli interessi
sovietici che hanno caratterizzato altri discorsi di precedenti presidenti".
Sul
rapporto istaurato con il Vaticano, il senatore repubblicano Richard Lugar ha detto di sentirsi
"lieto di vedere gli Stati Uniti diventare il 107° Stato che allaccia
relazioni con il Vaticano", mentre tanti gli sdegnati dalla cosa.